Percorso "C’era una volta…."

adeguato alla classe 2^ e 3^ della scuola primaria

Tradizioni, usi e costumi della nostra terra hanno un grande valore, poiché costituendo le radici della nostra identità ci aiutano a stabilire un saldo legame con il luogo in cui viviamo e l’eredità culturale che ci trasmette. Nella realtà contadina si rintraccia un patrimonio di elevato valore ambientale e sociale, di tradizioni custodite che il mondo rurale tiene vivo: uno stile di vita semplice e quasi autosufficiente, pratiche che in passato erano parte integrante della vita in fattoria, anche se non sono più attuali, è bene tramandarli, perché sono parte di una tradizione che è cultura.

La visita in un’azienda agricola offre innumerevoli possibilità per scoprire o approfondire i temi legati al nostro passato, ma che sono anche il cardine del nostro presente e le fondamenta su cui costruire il futuro. 

Discipline coinvolte

  • educazione tecnica/tecnologia,
  • educazione all’immagine/artistica,
  • educazione civica,
  • lingua italiana,
  • storia,
  • geografia.

Obiettivi

  • Leggere ed interpretare le testimonianze del passato presenti sul territorio.
  • Osservare e confrontare oggetti o persone di oggi con quelle del passato e a cogliere la trasformazione degli ambienti connessa al trascorrere del tempo.
  • Valorizzare le tradizioni del mondo agricolo legate ai cicli stagionali.
  • Apprendere elementi culturali e linguistici che caratterizzano il territorio.
  • Promuovere comportamenti ecocompatibili e sostenibili.
  • Favorire esperienze di gruppo

Molti bambini nel mondo si divertono ancora oggi  con giochi simili a quelli che erano in voga in Italia fino agli anni  ’60; il laboratorio “i giochi dei nonni” costituisce un’occasione per educare ai valori e memorie dal sapore lontano, ad usare il gioco in modo attivo per provare che un gioco si può inventare, personalizzare, mettendo alla prova la propria creatività, manualità, provando soddisfazione per il prodotto ottenuto, utilizzando, tra l’altro, materiale di riuso o naturale, semplice e poco costoso, facilmente reperibile anche dai bambini di un tempo.

I racconti dei nonni (la saggezza dagli stralci della loro vita “passata”) le testimonianze scritte, verbali e iconiche, la riscoperta degli attrezzi di un tempo esposti nel piccolo museo agricolo con una sezione dedicata alla casa ed alla scuola, consentono di rivolgere uno sguardo al passato; il laboratorio individuale di scrittura con il pennino e l’osservazione degli strumenti scolastici in esposizione permettono un confronto immediato con il vissuto degli alunni. Brevi drammatizzazioni fatte di gesti, di semplici travestimenti e di qualche frase recitata in dialetto (proverbi, modi di dire, filastrocche) avvicinano ad usanze e tradizioni, a mestieri scomparsi e ruoli sociali radicati in quel contesto.

La metodologia di rendere i bambini protagonisti durante le visite al museo, risulta funzionale per calamitare il loro interesse verso ciò che appartiene ad un tempo passato del quale per loro rimangono solo delle testimonianze: la simulazione di scene di vita utilizzando gli oggetti dell’esposizione, rende il museo interattivo, interessante e fonte di conoscenza.

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