La Chiesetta

Chiesetta della Madonna Addolorata e
di S.Giuseppe lavoratore

La cascina Pezzoli che in origine apparteneva al nobile signor Poldi Pezzoli, risale al  XVIII secolo. E’ costituita da vari corpi di fabbrica disposti attorno a una corte centrale quadrangolare, all’interno della quale sorge una piccola cappella, ancor oggi consacrata, utilizzata per celebrazioni in nome di defunti proprietari della famiglia Barbeno. I numerosi residenti dalla cascina posero un altarino da missione affinchè un sacerdote, saltuariamente, vi potesse celebrare la S. Messa.

Nel 1952, il locale fu ampliato e fu eretto un nuovo altare, dedicato a S. Giuseppe, Patrono del Lavoratori, dei moribondi e delle anime purganti, a cui il Vangelo conferisce l’appellativo di “giusto”. L’altare fu consacrato da Monsignor Pietro Cazzulani il 25 ottobre 1953, nel giorno del suo insediamento come Parroco di Treviglio. Nel 1960 fu collocata la statua del Santo, raffigurato con il piccolo Gesù in braccio.

Nel presbiterio della chiesa venne collocato un pannello ligneo intarsiato raffigurante la deposizione di Cristo dalla croce.

Nel 1962, ricorrendo i cinquant’anni di sacerdozio di Don Franco Boldoni, Cappellano della chiesetta, venne restaurata la facciata esterna a sud, con tetto e finestre; in quell’occasione la chiesetta venne dedicata, “In onore della Vergine Addolorata e di San Giuseppe Lavoratore” come ancor oggi riporta la scritta. L’affresco presente, datato 1797, abbellito nel 1962 e accuratamente ripulito a luglio 2019 da  Paola Bertolazzi, rappresenta la Vergine seduta su una piccola roccia del monte Calvario,  trafitta da 7 spade conficcate nel suo cuore (simbolo per la chiesa dei sette dolori della Vergine) e  il Cristo privo di vita accasciato fra le sue braccia.  Sopra l’opera sono rappresentati tre simboli,  D O M  e precisamente: “Deo Optimo Maximo” ovvero  “A Dio, il più buono, il più grande”. 

Negli anni 72-73 l’interno della chiesa venne rinnovato: fu  collocato un nuovo altare, opera datata 1965 dello scultore Luigi Ferretti, con un  paliotto (rivestimento decorativo dell’altare) in bronzo sbalzato che rappresenta l’ultima cena;  furono ripristinati alcuni dipinti; fu raffrescata  l’abside da un pittore ignoto portandola allo stile odierno con un dipinto sulla Resurrezione di Cristo. Tale opera rappresenta il momento in cui Gesù risorge, fuoriuscendo dal sepolcro; alle sue spalle sono ritratti due paesaggi, uno brullo e uno rigoglioso, allusioni alla vita e alla morte legate al sacrificio di Cristo.

Volgendo lo sguardo sulla volta dell’altare, si osserva l’affresco che raffigura un cielo stellato con i quattro simboli degli evangelisti: l’angelo per Matteo, il leone per Marco, il bove per Luca, e l’aquila per Giovanni. Il bastone ornato da gigli ritratto centralmente, fa riferimento a San Giuseppe e al suo matrimonio con Maria, secondo quanto scritto nelle Sacre Scritture: “….. Deposte le verghe sull’altare, questi restano in attesa che si compia il miracolo della fioritura della verga dello sposo designato…” (tra i molti uomini, la scelta come sposo ricadde su Giuseppe la cui verga in mano fu l’unica a fiorire con il fiore del giglio).

Sulla volta al centro della chiesa, si ammira il dipinto di un calice con ostia raggiata, entro cui compare il Cristogramma IHS, l’antico abbreviativo segreto ai cristiani nel III° secolo, per indicare il Nome di Gesù. L’immagine è racchiusa in un disco circondato da 12 raggi chiari e 12 raggi scuri, da cui dipartono quattro fasce, attorno a cui sono disposte le teste dei dodici Cherubini (nell’iconografia classica ed artistica sono angeli raffigurati con volti umani, di rarissima bellezza e splendore, sono dediti  alla protezione per l’estrema vicinanza a Dio ed al suo potere; collocati da Dante nel cielo dello Zodiaco o delle stelle fisse, stanno a guardia della luce e delle stelle. Si crede che, anche se sono stati rimossi dal piano reale e materiale degli uomini, la luce divina che essi filtrano giù dal cielo possa ancora toccare le vite umane).

Una particolarità della chiesa sono le vetrate; alcuni pezzi di vetro sono gli originali di tipo cattedrale, altri, invece, sono di recente sostituzione. I residenti dalla cascina Pezzoli sono onorati di ricordare alcuni avvenimenti importanti di questa amena chiesetta:

  • L’ingresso in parrocchia dei parroci di Treviglio Monsignor Cazzulani nel 1953 e di Monsignor Anzaghi nel 1953.
  • La visita pastorale del Cardinal Montini che nel 1963 divenne Papa Paolo VI  e venne santificato nel 2018.
  • La visita pastorale del Cardinal Colombo nel 1973.

Nella cascina si conserva una campana di bronzo con belle cesellature: pare sia appartenuta ad un convento di frati situato in loco. Adiacente alla cascina è infatti presente un fondo detto “Campo monastero”.

Con donazioni di privati e fondi raccolti dal Comitato Cascina Pezzoli, sono state eseguite recenti opere di manutenzione alla Chiesa.

Si ringraziano la Preside, le Prof.sse e gli alunni della classe 3^C dell’indirizzo turistico 2018-19 dell’Istituto Zenale e Butinone di Treviglio per  la collaborazione nel  progetto di alternanza scuola-lavoro (Project Work) sulla Chiesa della cascina e i suoi dipinti.

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