Laboratorio "percepisco con tutto il corpo"

adeguato alla scuola dell’infanzia e primaria 

La psicomotricità a scuola nasce dalla necessità del bambino di usare il corpo e il movimento come linguaggio. Tale bisogno è sottolineato da varie teorie psico-pedagogiche e dai programmi ministeriali. L’attività motoria nella scuola elementare deve coinvolgere il corpo, suscitare emozione, stimolare funzioni cognitivo-simboliche, sviluppare la fantasia e il desiderio dei bambini di mettersi in gioco –  A.Belotti: È colè, 54/55 Dicembre 1997.

Le esperienze fisiche, motorie, cinestesiche sono legate all’agire lo spazio e il tempo, categorie su cui si fondano gli apprendimenti – Pea.

La fattoria didattica fa propri i diritti naturali dei bambini e delle bambine (raccolti da G. Zavalloni in una sua pubblicazione): il diritto a sporcarsi, il diritto agli odori, il diritto all’uso delle mani, il diritto ad un buon inizio, il diritto al selvaggio, il diritto al silenzio, il diritto alle sfumature,…

Discipline coinvolte

  • educazione motoria e psicomotoria,
  • educazione civica,
  • educazione alla salute.

Obiettivi

Il laboratorio di percezione con tutto il corpo, evoca impressioni vive e suscita particolari emozioni… da provare!
L’attività proposta assume il movimento e il gioco come strumenti di interazione e di comunicazione; tra le finalità si pone la prevenzione di disagi relazionali attraverso processi di identificazione e di proiezione.

Una fase percettivo-sensoriale di gioco tonico-emozionale consente esperienze di percezione di tutto il corpo a contatto con i chicchi di mais/fieno per conoscere, attraverso un tuffo,  tali materiali naturali e ricavarne sensazioni propriocettive ed esterocettive.  La fase di gioco senso-motorio conduce a provare e riprovare schemi motori (senza forzature e competizioni); il gioco simbolico consente l’immedesimazione e l’organizzazione nel gruppo; il gioco di costruzione favorisce l’esplorazione dello spazio, dei materiali, l’assunzione di riferimenti per orientarsi e conquistare i rapporti spaziali.  La rielaborazione personale avviene nel circle time, tramite la verbalizzazione o la simbolizzazione a scuola (produzione scritta personale, rappresentazione grafica) che mirano a far riflettere sull’esperienza per condividerla, affinchè le esperienze si traducano in apprendimenti.

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